Visualizzazione post con etichetta d: album in studio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta d: album in studio. Mostra tutti i post

giovedì 29 settembre 2011

Kingdom of Comfort (2008)

Commenti e valutazioni si riferiscono unicamente all'aspetto musicale.

1. Kingdom of comfort
 
Inquietudine e speranza s'intrecciano in un brano passionale e angoscioso. Alternative pop vagamente psichedelico.

2. God is smiling

Canzone in linea con gli standard dei "nuovi" Delirious?, quelli di Rain down e Now is the time. Niente di nuovo, insomma.

3. Give what you've got

Una bella canzone tipicamente british rock. Le chitarre elettriche vengono lasciate andare a ruota libera, alla Oasis maniera.

4. Love will find a way

Si sviluppa con ottimi intrecci strumentali fra tastiere synth, chitarre e sezione ritmica. Il bridge, prima del finale, è paradisiaco.

5. Eagle rider

È puro brit-pop. Di classe. Aumenta d'intensità col passare dei minuti. La linea di basso è particolarmente coinvolgente. Idem gli intrecci fra chitarra acustica e chitarra elettrica. Non è un brano immediato; si fa apprezzare col tempo.

6. We give you praise

L'immancabile brano worship. In altre parole: un inno di chiesa. Il quale, in un disco rock, pesa come un macigno (sui marroni). Canzone sorella di Majesty e Our God reigns.

7. How sweet the name

Ninnananna a base di piano e voce. C'è solo il rischio di svegliarsi sul finale, quando viene fatto un po' di fracasso con le distorsioni.

8. Wonder

Brano pop-rock con ottimi arrangiamenti. Bella costruzione melodica nelle strofe, ma debole nei ritornelli. E manca di assoli. Peccato: sarebbe potuto essere un singolone.

9. Break the silence

Un marcante riff di chitarra domina da cima a fondo la canzone. La linea di basso pompa le strofe, la voce è distorta, i ritornelli sono esplosioni ritmiche.

10. Stare the monster down

Richiama vagamente i Muse. Divertente il bridge, con Stu-G in totale distorsione sopra l'indiavolata sezione ritmica.

11. All God's children

Una ballata worship con influenze alternative. Nella seconda metà del brano viene dato spazio a cori che però non offrono particolari contributi. Dura il solito minuto di troppo.

12. My soul sings

Tutto il brano - una ballata - si poggia su un riff di chitarra limpido e delicato. Batteria e basso fanno giusto il resto. La linea vocale, libera e rilassata, s'intreccia alla perfezione ai cori dei ritornelli. Atmosfera sublime.

Breve panoramica dell'album. Non c'è che dire, Kingdom of comfort è un album che regge, e regge alla grande. Dopo un paio di dischi lacunosi - soprattutto World Service del 2003 - i Delirious? hanno infine ritrovato quella vena compositiva, caratteristica in particolare dei loro primi due album, che sembrava oramai irrimediabilmente perduta. I brani proposti in questo disco sono solidi e ben costruiti. A livello di sound, il brit-pop e il rock sono tornati prepotentemente protagonisti, pur con tutte le influenze synth e alternative tipiche dei Delirious?.
Kingdom of comfort, insomma, è promosso a pieni voti: album omogeneo, energico e coinvolgente.

lunedì 1 agosto 2011

The Mission Bell (2005)

Commenti e valutazioni si riferiscono unicamente all'aspetto musicale.

1. Stronger
Un brano pop-worship tranquillo. Il buon piglio melodico lo salva dal rischio di finire nel dimenticatoio.

2. Now is the time

Inizio in totale disequilibrio: batteria troppo pomposa sul cantato troppo soft. La canzone decolla soltanto al secondo ritornello, entrando poi in un coinvolgente finale.

3. Solid rock
Rock (per lo meno nel titolo) con forti influenze hip-hop. O viceversa. La partecipazione di TobyMac dà un'ulteriore accentuazione rap a questo insolito brano. L'ascolto è sconsigliato ai puristi.

4. All this time
Le strofe sono cantate in maniera molto soft, con Martin alternato a Stu-G. I ritornelli animano il brano, ma al secondo giro cominciano a farsi seccanti.

5. Miracle maker
Una ballata di crescente intensità. Inizia lagnosamente, ma superato il primo ritornello viene proposta una buona trama di arrangiamenti, cori e uno splendido assolo di chitarra.

6. Here I am send me

Brano rockeggiante e divertente.

7. Fires burn

Sezionando il brano, potremmo dire: buone le strofe, soprattutto per l'atmosfera creata; male i ritornelli, piatti e poco fantasiosi; buono, infine - e per quanto possa contare - , il bridge.

8. Our God reigns

Se dal 2003 in avanti ogni album dei Delirious? deve avere il suo pezzo puramente e marcatamente worship, questo lo è. Generosissimo lavoro di arrangiamento.

9. Love is a miracle

Simpatico brano pop-gospel con tendenze hip-hop. Bel sound. Senza infamia e senza lode.

10. Paint the town red
Un brano di radici brit-pop che si orienta al punk-rock. Di breve durata ma carico di caos e divertimento. Un po' come Song 2 per i Blur.

11. Take off my shoes
Una lenta ballata rock, intensa e scorrevole, che cresce col passare dei minuti per sfociare in un finale paradisiaco. La chitarra elettrica è la vera protagonista della canzone.

12. I'll see you
Un brano acustico, semplice e disimpegnato, che ricorda (molto) il sound degli U2 e (un pochino) quello di Enya. In posizione di chiusura non stona affatto.

Breve panoramica dell'album. Ci troviamo di fronte a un disco particolare, certamente apprezzabile ma comunque ancora lontano dai migliori Delirious?. Interessanti sono le influenze hip hop e gospel presenti - in varia misura - in buona parte dei brani. A livello di composizione melodica, per contro, vi sono delle lacune. Non tutti i pezzi riescono a convincere pienamente. Sembra che le geniali intuizioni degli anni '90 - quelle che hanno caratterizzato King of fools, Mezzamorphis e i classici dell'epoca Cutting Edge - siano ancora lontane. A coprire tali mancanze ci pensa, almeno in parte, il generoso lavoro di produzione. The Mission Bell rappresenta comunque un passo in avanti rispetto al mediocre predecessore World Service.

giovedì 30 giugno 2011

World Service (2003)

Commenti e valutazioni si riferiscono unicamente all'aspetto musicale.

1. Grace like a river
Particolare opening track, con un gran bel sound. Originale.

2. Rain down

Canzone di spessore, certo. Ma noiosa come poche. Cantata ininterrottamente dal primo all'ultimo secondo. Esasperante.

3. God in heaven

Il sound è bello, il resto è uno scempio. Non commento oltre.

4. Majesty

Una piccola perla worship, ma con sapore di "già sentito". Ritmo smorto e finale un tantino ripetitivo. Adatta per le chiese più che per i concerti brit-pop.

5. Inside outside

L'orribile timbrica di Stu-G (che canta le strofe) mette in risalto le grandi qualità vocali di Martin (che canta il resto). Non c'è l'ombra di un assolo, neanche per sbaglio. Anonimo.

6. Free

Quanto a sound, ricorda Grace like a river. Per il resto, è una sua brutta copia. Un buon bridge introdotto da un assolo di chitarra elettrica evita lo smacco (ma non l'insufficienza).

7. Everyone knows

Cos'è questa roba?

8. With you

Pseudo-rock strampalato e martellante. L'unica cosa ben riuscita è il bridge, davvero spettacolare. Per il resto, lasciamo perdere.

9. Mountains high

Brano dolcemente angosciato. Un lento alternative pop avvolto dalle splendide variazioni vocali di Martin. Quasi tre stelle e mezzo.

10. I was blind

Una lenta ballata pop. Lagnosa nel finale. Dura un fatale minuto e mezzo di troppo.

11. Feel it coming on

Fino al terzo minuto, si ode un gran brit-pop! Nei successivi due minuti, invece, tocca subire un lungo e agonico bridge vocale (il generoso Martin si spreme come un limone) che porta la canzone al limite della sopportabilità uditiva.

12. Every little thing

Una gradevolissima ballata pop. Uno dei rari bei momenti (ma già l'ultimo) di questo album.

Breve panoramica dell'album. Inutile nascondersi dietro proclami evangelistici. World service è un disco musicalmente lacunoso. Il sound di base, pur senza grandi novità, non è male: si tratta di un pop-rock semplice e pulito. Sul piano della composizione musicale, però, la situazione è carente: il più delle volte le soluzioni melodiche non convincono; la generale assenza di assoli o di parti solamente strumentali è piuttosto pesante; e spesso le canzoni durano più del dovuto. Insomma, per farla breve, si ha l'impressione che la brillantezza e l'effervescenza compositiva dei primi dischi siano andate smarrite. Qui tutto suona più artificioso e meno riuscito. E questo è un peccato, perché i Delirious? hanno tutte le carte in regola per sfornare brani certamente migliori di quelli presentati in World Service.

mercoledì 20 aprile 2011

Audio Lessonover? (2001)

Commenti e valutazioni si riferiscono unicamente all'aspetto musicale.

1. Waiting for the summer
Allegra canzonetta pop. Niente d'indimenticabile.

2. Take me away

Un onesto brano pop-rock. Scoppiettante nella parte finale, dove si susseguono assoli di batteria e di chitarra.

3. Love is the compass

Brit-pop melodico e scorrevole. Nell'album Touch la canzone dispone di un nuovo arrangiamento, che nell'insieme suona decisamente meglio (quattro stelle).

4. Alien

Alternative rock brutale e passionale. Canzone magnificamente interpretata da Martin (autore, in questo album, di performances vocali eccelse).

5. Angel in disguise

Una ballata delicata e sostanziosa. Il momento culminante dell'album.

6. Rollercoaster

Un brano synth pop vagamente psichedelico. Poco più di un riempitivo.

7. Fire

Synth pop e alternative rock intrecciati in un brano poco orecchiabile (specie nelle strofe, dove a cantare è Stu-G).

8. There is an angel

Una (fin troppo) lenta ballata, leggera di contenuti strumentali ma vocalmente e melodicamente intensa.

9. Bycicle gasoline

Sembra una ninnananna futuristica. Di primo impatto si lascia ascoltare, almeno per un minuto. Poi è sonno profondo.

10. A little love

Stu-G canta le strofe. E già si comincia male. Ma il peggio deve ancora arrivare: gl'improponibili ritornelli, ritmati di strumentazione e lagnosi di cori. Orribile.

11. Show me heaven

Divertente e movimentato alternative rock. I ritornelli sono rovinati - o arricchiti, a seconda dei punti di vista - da coretti trash.

12. America

Riempitivo pop. Vanta un bel bridge, ma nel complesso resta una canzonetta.

13. Stealing time

Pacato alternative pop vagamente psichedelico, un po' sullo stile di Rollercoaster e Bycicle gasoline. Ideale per la chiusura del disco. O anche per dormire.

(Traccia nascosta). Making art

Era meglio che rimanesse nascosta. Inutile canzonetta orribilmente cantata da Stu-G. Stu-G è una colonna portante dei Delirious? e ho grande stima per la sua persona. Molto meno, invece, per la sua voce (specie se messa in primo piano). Gradevole come il limone negli occhi.

Panoramica generale dell'album. Il sound di Audio Lessonover?, sostanzialmente pop, è suggestionato da alienazioni rock sulla scia dei Radiohead di fine anni '90. Molto bella la linea vocale: il cantante dei Delirious?, in questo disco, si è espresso al massimo del suo potenziale. Detto questo, Audio Lessonover? è un album in chiaro-scuro: mentre alcuni brani sono molto validi, altri invece (probabilmente un po' troppi) sono dei semplici riempitivi. 
Per motivi lirico-musicali, la band decide di pubblicare una "nuova versione" di Audio Lessonover? in America. Touch - questo il titolo dell'album - vede l'eliminazione dei brani There is an angel, Bycicle gasoline, A little love, America e Making art. I brani Waiting for the summer e Love is the compass vengono riarrangiati. Infine, un "nuovo" brano viene aggiunto: Touch, title track e apripista dell'album; si tratta del ripescaggio di una b-side del 1997 messa totalmente a nuovo (voto: quattro stelle).