Sito-blog in italiano dedicato ai 'Delirious?', gruppo pop-rock inglese. Biografia, recensioni, critiche, interviste, materiale audio-video e tanto altro...
Visualizzazione post con etichetta d: audio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta d: audio. Mostra tutti i post
sabato 20 aprile 2013
There is an angel rivisitata
Nel suo quarto e ultimo EP solista, Martin Smith propone una sorprendente rivisitazione di una delle canzoni più introverse - e al tempo stesso belle - dei Delirious?. Trattasi di There is an angel, dedicata alla moglie Anna. Di séguito, il video (o meglio, l'audio) estratto da YouTube. Da notare che fra pochi giorni - il 22 aprile in Inghilterra, il 23 nel resto del mondo - verrà rilasciato il primo album solista di Martin Smith. Ulteriori informazioni sul suo sito ufficiale.
venerdì 14 dicembre 2012
Beautiful Sun, il singolo mancato
Beautiful sun è un brano dei Delirious? apparso sull'album Mezzamorphis (1999).
Come descrivere questo pezzo? Direi che "singolo mancato" sia l'espressione più appropriata. Singolo mancato perché una canzone del genere sarebbe calzata a pennello nella tarda epoca del brit-pop. Sarebbe stata la perfetta affermazione artistica del disco - e del gruppo - , con l'eco degli Oasis, dei Radiohead e degli U2 intrecciati a meraviglia in una composizione che risulta del tutto propria. Eppure si è preferito lasciare spazio a See the star e Gravity, i due pezzi più incolori dell'album...
Come descrivere questo pezzo? Direi che "singolo mancato" sia l'espressione più appropriata. Singolo mancato perché una canzone del genere sarebbe calzata a pennello nella tarda epoca del brit-pop. Sarebbe stata la perfetta affermazione artistica del disco - e del gruppo - , con l'eco degli Oasis, dei Radiohead e degli U2 intrecciati a meraviglia in una composizione che risulta del tutto propria. Eppure si è preferito lasciare spazio a See the star e Gravity, i due pezzi più incolori dell'album...
martedì 5 giugno 2012
King or cripple
Le parole si sprecano per presentare questo piccolo grande capolavoro, King or Cripple, traccia centrale dell'album King of Fools. A detta di molti, si tratta di una delle migliori composizioni di sempre dei Delirious?.
La partitura di piano e voce delle strofe, lineare e delicata, si affronta con il rock potente e distorto dei ritornelli. Due dimensioni musicali totalmente diverse, praticamente opposte, che rispecchiano in modo perfetto l'autobiografica lirica del brano.
Buon ascolto!
King or cripple (Martin Smith, 1997)
King or cripple, what have I become?
Beneath these kingly robes there lies a fragile man
What made me a king can sometimes cripple
All that you give can sometimes rob my innocence
Why do you let us walk upon a cliff so steep
When deep below the sea there lies a bed of gold?
And if this should be our battle place
Don't let me fall, don't let us fall
Keep me, keep me
Keep me, keep me
I love to hold the hand of one who healed the blind
And saw the leper run into your arms of love
King or cripple, they were the same to you
You took the broken man and you treat him like a king
Keep me, keep me
Keep me, keep me
La partitura di piano e voce delle strofe, lineare e delicata, si affronta con il rock potente e distorto dei ritornelli. Due dimensioni musicali totalmente diverse, praticamente opposte, che rispecchiano in modo perfetto l'autobiografica lirica del brano.
Buon ascolto!
King or cripple (Martin Smith, 1997)
King or cripple, what have I become?
Beneath these kingly robes there lies a fragile man
What made me a king can sometimes cripple
All that you give can sometimes rob my innocence
Why do you let us walk upon a cliff so steep
When deep below the sea there lies a bed of gold?
And if this should be our battle place
Don't let me fall, don't let us fall
Keep me, keep me
Keep me, keep me
I love to hold the hand of one who healed the blind
And saw the leper run into your arms of love
King or cripple, they were the same to you
You took the broken man and you treat him like a king
Keep me, keep me
Keep me, keep me
Traduzione in italiano
Re o storpio (Martin Smith, 1997)
Re o storpio, che cosa sono diventato?
Sotto queste vesti regali si cela un uomo fragile
Ciò che mi ha fatto re può talvolta paralizzare
Le cose che mi dai possono talvolta rubare la mia innocenza
Perché ci lasci camminare su una roccia così ripida
Quando nel profondo del mare si stende un letto d'oro?
E se questo dovrebbe essere il nostro campo di battaglia
Non lasciarmi cadere, non lasciarci cadere
Tienimi, tienimi
Tienimi, tienimi
Mi piace tenere la mano di chi ha guarito i ciechi
E ha visto il lebbroso correre tra le tue braccia d'amore
Re o storpio, erano lo stesso per te
Hai preso l'uomo spezzato e lo hai trattato come un re
Tienimi, tienimi
Tienimi, tienimi
domenica 27 maggio 2012
Il "lato B" di King of Fools
King of Fools, album di esordio dei Delirious? (1997), non è composto unicamente dalle sue dodici tracce. Accanto a queste, infatti, vi sono altre sei canzoni. E non si tratta canzonette. Ecco dunque una breve presentazione di questo materiale "extra"; cliccando sui titoli, potete ascoltare le canzoni su YouTube.
- Absolutely absolute. Incandescente brano brit-pop apparso per la prima volta sull'EP solista di Stu-G, Have you heard?, pubblicato nel 1995 sotto l'etichetta indipendente dei Delirious?. Il brano venne reinciso e pubblicato come b-side di White Ribbon Day, primo singolo di King of Fools.
- You split the heart. Reincisione di un brano tratto dall'ultimo dei quattro EP targati Cutting Edge (1995). Limpida ballata pop di ritmo abbastanza sostenuto, inserita come b-side in Promise, terzo singolo di King of Fools.
- Touch. Brano inedito, apparso sulla seconda pubblicazione del singolo Deeper. Canzone molto ambiziosa, a tratti incompiuta, che mantiene tutto il fascino della perla grezza. Questa traccia verrà reincisa alcuni anni più tardi, nel rimaneggiamento di Audio Lessonover? (vedi scheda).
- Summer of love. Brano inedito, apparso sulla seconda pubblicazione del singolo Deeper. Un rock lento, con forti richiami al sound degli U2. Canzone meravigliosa. Comparirà anche nella "gold edition" dell'album World Service (2003).
- Revival town. Terza traccia di King of Fools. Brano reinciso in occasione della seconda pubblicazione dell'album (1998), con un sound fortemente orientato verso il rock.
- Louder than the radio. Brano inserito nella seconda pubblicazione di King of Fools (1998), in nona posizione tra Hands of kindness e White Ribbon Day. Un gran brit-pop pescato dal quarto EP Cutting Edge (1995) e integrato in King of Fools con un sound più giocoso e graffiante.
domenica 20 maggio 2012
History Maker
È difficile, soprattutto per un fan, dover presentare History Maker. A primo impatto, direi semplicemente: canzone colossale! Potente e brillante, come le giornate di vento e di sole. Un grande sound, un grande messaggio. La potenza delle chitarre degli U2 mista alla sprigionata visione cristiana dei Delirious?.
"History Maker è una delle nostre canzoni più datate: è stata scritta nel 1995", afferma Martin Smith nel 2007. "La suoniamo ad ogni concerto. Fra di noi ci scherziamo sopra dicendo che non riusciamo sbarazzarcene! Avevo scritto questo brano come il grido di un giovane uomo che deve decidere cosa fare della propria vita; una preghiera rivolta a Dio affinché ne prenda le redini". Ma da dove arriva questa metafora di voler costruire la storia? "Da giovane, dentro di me, non mancavano certo le idee: mi sarebbe piaciuto arrivare in alto con la mia band, diventare uno dei gruppi più grandi del mondo", continua Martin Smith. "Ma la vita spesso non va come la programmiamo. Sono passati oramai diversi anni da quando ci siamo lanciati nel mondo della musica, e nel frattempo ho cambiato la mia concezione del 'fare la storia'. Non si tratta più dell'idea di diventare famosi, anche se la cosa è eccitante. Coloro che veramente fanno la storia sono quelli che portano a termine i loro progetti. Con costanza e con umiltà. Credo che la chiave non sia correre ad alta velocità, ma portare a termine la propria corsa. Essere alla testa di un celebre gruppo rock è certamente qualcosa di storico, ma oggi realizzo che prendermi cura dei miei figli, essere fedele a mia moglie ed essere fedele a Dio e a ciò in cui credo è molto più importante. Sono profondamente convinto che ciascuno di noi sia un pezzo di un grande puzzle, la cui visione d'insieme è in mano a Dio. Ognuno di noi ha una sfera d'influenza verso gli altri. Il nostro compito è di portare il messaggio della salvezza in Cristo nel mondo". E i Delirious?, nel corso degli anni, è quello che hanno sempre cercato di fare tramite le loro chitarre elettriche. Il rock'n'roll, oltre ad essere una forma di arte e uno stile di vita, è anche un importante canale di comunicazione: c'è chi canta la rabbia e la disillusione, e c'è chi canta il messaggio del Vangelo. "In fondo", conclude il frontman Martin Smith, "sono contento che non siamo mai riusciti a sbarazzarci di questa canzone - History Maker - perché permette di ricordare a noi stessi, sera dopo sera, il motivo per cui siamo qui".
"History Maker è una delle nostre canzoni più datate: è stata scritta nel 1995", afferma Martin Smith nel 2007. "La suoniamo ad ogni concerto. Fra di noi ci scherziamo sopra dicendo che non riusciamo sbarazzarcene! Avevo scritto questo brano come il grido di un giovane uomo che deve decidere cosa fare della propria vita; una preghiera rivolta a Dio affinché ne prenda le redini". Ma da dove arriva questa metafora di voler costruire la storia? "Da giovane, dentro di me, non mancavano certo le idee: mi sarebbe piaciuto arrivare in alto con la mia band, diventare uno dei gruppi più grandi del mondo", continua Martin Smith. "Ma la vita spesso non va come la programmiamo. Sono passati oramai diversi anni da quando ci siamo lanciati nel mondo della musica, e nel frattempo ho cambiato la mia concezione del 'fare la storia'. Non si tratta più dell'idea di diventare famosi, anche se la cosa è eccitante. Coloro che veramente fanno la storia sono quelli che portano a termine i loro progetti. Con costanza e con umiltà. Credo che la chiave non sia correre ad alta velocità, ma portare a termine la propria corsa. Essere alla testa di un celebre gruppo rock è certamente qualcosa di storico, ma oggi realizzo che prendermi cura dei miei figli, essere fedele a mia moglie ed essere fedele a Dio e a ciò in cui credo è molto più importante. Sono profondamente convinto che ciascuno di noi sia un pezzo di un grande puzzle, la cui visione d'insieme è in mano a Dio. Ognuno di noi ha una sfera d'influenza verso gli altri. Il nostro compito è di portare il messaggio della salvezza in Cristo nel mondo". E i Delirious?, nel corso degli anni, è quello che hanno sempre cercato di fare tramite le loro chitarre elettriche. Il rock'n'roll, oltre ad essere una forma di arte e uno stile di vita, è anche un importante canale di comunicazione: c'è chi canta la rabbia e la disillusione, e c'è chi canta il messaggio del Vangelo. "In fondo", conclude il frontman Martin Smith, "sono contento che non siamo mai riusciti a sbarazzarci di questa canzone - History Maker - perché permette di ricordare a noi stessi, sera dopo sera, il motivo per cui siamo qui".venerdì 2 marzo 2012
White Ribbon Day
Il 17 febbraio 1997 venne lanciato sul mercato del Regno Unito il primo singolo ufficiale dei Delirious? : White Ribbon Day. Avvolgente ballata ricca di energia, questa canzone raggiunse la 41esima posizione nella "chart" ufficiale dei singoli britannici.
La storia di questo brano è molto particolare. La composizione risale al 1996 e porta la firma del frontman Martin Smith. Ispirata alle marce per la pace svolte in Irlanda del Nord, nelle quali la gente portava indosso dei nastri di colore bianco, questa canzone colpì in particolar modo uno spettatore che, nel 1996, partecipò a un concerto dei Delirious? a Bedford (Inghilterra).
Questo spettatore altri non era che un consulente del governo britannico e delle grandi organizzazioni per la lotta al terrorismo, tale Simon Trundle. Nei suoi innumerevoli viaggi, si salvò per ben tre volte da attentati diretti contro di lui. In una di queste, fu un suo amico a rimetterci le penne. Nel corso della sua vita trovò la fede in Dio e divenne pastore della chiesa di Northampton (Inghilterra).
Come ricorda Stu-G, il chitarrista della band, "in quel concerto di Bedford, avevamo in scaletta White Ribbon Day. Il brano toccò così profondamente Simon che dopo il concerto venne verso di noi e ci disse: 'Questa canzone dev'essere pubblicata come singolo!' In tempi brevissimi ci diede i soldi necessari. Andy Piercy ci aiutò con la produzione e ci mise in contatto con la Total Records di Londra, dove si creò una grande amicizia con Tony Patoto. Questa fu la nostra prima escursione sul mercato dei singoli. White Ribbon Day arrivò in 41esima posizione: un risultato discreto, di certo non sconfortante! Eravamo impazienti di suonare in Irlanda del Nord, e anche molto fiduciosi: gli inviti cominciavano ad arrivare. Non mi ricordo molto bene dei nostri primi concerti nord-irlandesi, ma in compenso mi sono rimasti impressi i luoghi e le persone".
White Ribbon Day segnò ufficialmente il debutto discografico dei Delirious? dopo l'esperienza maturata nei Cutting Edge, e anticipò l'album che da lì a pochi mesi sarebbe uscito: King of Fools.
La storia di questo brano è molto particolare. La composizione risale al 1996 e porta la firma del frontman Martin Smith. Ispirata alle marce per la pace svolte in Irlanda del Nord, nelle quali la gente portava indosso dei nastri di colore bianco, questa canzone colpì in particolar modo uno spettatore che, nel 1996, partecipò a un concerto dei Delirious? a Bedford (Inghilterra).
Questo spettatore altri non era che un consulente del governo britannico e delle grandi organizzazioni per la lotta al terrorismo, tale Simon Trundle. Nei suoi innumerevoli viaggi, si salvò per ben tre volte da attentati diretti contro di lui. In una di queste, fu un suo amico a rimetterci le penne. Nel corso della sua vita trovò la fede in Dio e divenne pastore della chiesa di Northampton (Inghilterra).
Come ricorda Stu-G, il chitarrista della band, "in quel concerto di Bedford, avevamo in scaletta White Ribbon Day. Il brano toccò così profondamente Simon che dopo il concerto venne verso di noi e ci disse: 'Questa canzone dev'essere pubblicata come singolo!' In tempi brevissimi ci diede i soldi necessari. Andy Piercy ci aiutò con la produzione e ci mise in contatto con la Total Records di Londra, dove si creò una grande amicizia con Tony Patoto. Questa fu la nostra prima escursione sul mercato dei singoli. White Ribbon Day arrivò in 41esima posizione: un risultato discreto, di certo non sconfortante! Eravamo impazienti di suonare in Irlanda del Nord, e anche molto fiduciosi: gli inviti cominciavano ad arrivare. Non mi ricordo molto bene dei nostri primi concerti nord-irlandesi, ma in compenso mi sono rimasti impressi i luoghi e le persone".
sabato 8 ottobre 2011
Eagle rider, un inno al brit-pop
Con Kingdom of Comfort, i Delirious? hanno ritrovato quella spinta creativa cui da qualche tempo si sentiva la mancanza.
E così, fra una fracassosa Give what you've got e una sublime My soul sings, vi è una traccia che, a causa della sua introversità, rischia di stare in penombra. Si tratta di Eagle rider, quinto brano dell'album.
Di portamento elegante e discreto, Eagle rider tende a evitare sussulti ritmici o melodici. Si sviluppa passo dopo passo in un crescendo di voce, strumentazione e intensità, senza sorprese finali. La spettacolare linea di basso, unita all'intreccio fra chitarra acustica e chitarra elettrica (con quest'ultima che si fa sempre più graffiante, ma senza mai esplodere), rende questa canzone uno dei momenti topici di Kingdom of Comfort. Brit-pop allo stato puro!
E così, fra una fracassosa Give what you've got e una sublime My soul sings, vi è una traccia che, a causa della sua introversità, rischia di stare in penombra. Si tratta di Eagle rider, quinto brano dell'album.
Di portamento elegante e discreto, Eagle rider tende a evitare sussulti ritmici o melodici. Si sviluppa passo dopo passo in un crescendo di voce, strumentazione e intensità, senza sorprese finali. La spettacolare linea di basso, unita all'intreccio fra chitarra acustica e chitarra elettrica (con quest'ultima che si fa sempre più graffiante, ma senza mai esplodere), rende questa canzone uno dei momenti topici di Kingdom of Comfort. Brit-pop allo stato puro!
venerdì 13 maggio 2011
Show me rock'n'roll
Show me heaven testimonia l'esistenza e la promessa del paradiso in modo piuttosto insolito, ovvero con una schiaffata di parodico alternative rock.
I Delirious? in questo pezzo sembrano perdere la misura del contenimento, fuoriuscendo dagli schemi pop a cui abitualmente si rifanno. Difficile credere, di fronte alla seconda parte della canzone, che la batteria sia rimasta integra dall'esecuzione di questo brano, così com'è difficile credere che sia stato il solitamente civilissimo Martin a urlare "C'mon Stu-G!" nel bel mezzo dell'assolo (e che tutto ciò sia stato mantenuto nella versione finale del brano).
Foga e divertimento: ecco cosa trasmette questo pezzo. Con l'inconfondibile timbrica dei Delirious?, veri maestri nel rendere originali e mai scontate anche le canzoni più banali.
P.S. Mi è giunta segnalazione che talvolta questo video non si vede (sul blog). In tal caso, è sufficiente aprirlo con YouTube: Delirious? - Show me heaven.
I Delirious? in questo pezzo sembrano perdere la misura del contenimento, fuoriuscendo dagli schemi pop a cui abitualmente si rifanno. Difficile credere, di fronte alla seconda parte della canzone, che la batteria sia rimasta integra dall'esecuzione di questo brano, così com'è difficile credere che sia stato il solitamente civilissimo Martin a urlare "C'mon Stu-G!" nel bel mezzo dell'assolo (e che tutto ciò sia stato mantenuto nella versione finale del brano).
Foga e divertimento: ecco cosa trasmette questo pezzo. Con l'inconfondibile timbrica dei Delirious?, veri maestri nel rendere originali e mai scontate anche le canzoni più banali.
P.S. Mi è giunta segnalazione che talvolta questo video non si vede (sul blog). In tal caso, è sufficiente aprirlo con YouTube: Delirious? - Show me heaven.
giovedì 31 marzo 2011
The years go by
Nella vita, presto o tardi, arriva un momento in cui una canzone - una semplicissima canzone - , come un colpo di fulmine, ti appare davanti, ti coglie di sorpresa, e ti cattura. Il tempo passa, ma lei resta.
A me è successo, oramai alcuni anni fa, ascoltando The years go by.
Equilibrio, tocco, sentimento: questa canzone ha tutto.
Vale la pena condividere, oltre alla canzone in quanto tale, anche la sua lirica.
The years go by (Martin Smith, 2000)
Looking back across the years
We've had joy, we've had tears
Hand in hand we've run the race
Gratitude for your grace
Thank you every time you've led us through
Always you are the fire in me
The years go by and still I fly
On wings like eagle's
You take me high where angels cry
Glory forever!
Looking back we had a dream
History we will make
Let the broken let the strong
Live our lives as a song
Thank you you're the one who keeps it true
Always you are the fire in me
The years go by and still I fly
On wings like eagle's
You take me high where angels cry
Glory forever!
A me è successo, oramai alcuni anni fa, ascoltando The years go by.
Equilibrio, tocco, sentimento: questa canzone ha tutto.
Vale la pena condividere, oltre alla canzone in quanto tale, anche la sua lirica.
The years go by (Martin Smith, 2000)
Looking back across the years
We've had joy, we've had tears
Hand in hand we've run the race
Gratitude for your grace
Thank you every time you've led us through
Always you are the fire in me
The years go by and still I fly
On wings like eagle's
You take me high where angels cry
Glory forever!
Looking back we had a dream
History we will make
Let the broken let the strong
Live our lives as a song
Thank you you're the one who keeps it true
Always you are the fire in me
The years go by and still I fly
On wings like eagle's
You take me high where angels cry
Glory forever!
Iscriviti a:
Post (Atom)
