mercoledì 8 febbraio 2017

Deliriousound.com, ecco il nuovo indirizzo

Buongiorno a tutti, scrivo questo breve messaggio per comunicare che, mio malgrado, il dominio www.deliriousound.com su cui questo sito ha "alloggiato" per cinque anni non esiste (momentaneamente) più.
Il motivo è da ricondurre ai continui cambi di sistema di Google, le cui procedure di rinnovo dei domini web sono diventate molto complicate e costose. Sono finiti i tempi in cui da Blogger stesso (il sito su cui questo blog è ospitato) si poteva comprare un dominio a 10-15 dollari per poi rinnovarlo anno dopo anno, così come sono finiti i tempi delle "procedure facili" nel capire come arrivare al proprio account di gestione senza dover rimbalzare da una piattaforma all'altra a mo' di ping-pong tentando invano di effettuare login in teoria validi ma in pratica respinti.
Dopo diversi giorni persi nel tentare di salvare il salvabile, sono stato costretto alla resa... e allora eccoci di nuovo qui – come a inizio 2011, quando questo blog fu aperto – sul buon vecchio indirizzo deliriousound.blogspot.com. Cercherò, non appena le quote di mercato si saranno abbassate, di riprendere il vecchio dominio (o qualcosa di analogo) al fine di rendere più visibile il sito italiano sui Delirious?, gruppo musicale cristiano.

sabato 6 dicembre 2014

A volte ritorna (il rock)

Fra il 2012 e il 2014, dopo lo scioglimento dei Delirious?, Martin Smith si è lanciato a tempo pieno nella sua prospera carriera solista. L'ex frontman della più famosa british rock band di stampo cristiano ha infatti sfornato quattro EP dal titolo unico God's great dance floor, da cui ha successivamente ricavato due CD a loro volta racchiusi in un unico e definivo album intitolato Back to the start (pubblicato a ottobre 2014).
Le qualità compositive di Martin Smith non le scopriamo certo oggi, a conferma di brani come Waiting here for you che, pur appartenenti al nuovo repertorio, risuonano già come grandi classici. Tuttavia ciò che maggiormente si evince dalle nuove canzoni è la sterzata sonora volta a imitare i più tradizionali stereotipi della musica worship contemporanea.
Insomma, tranne un paio di brani fuoristile, interessanti proprio perché fuoristile (penso in particolare alla tamarra Only got eyes e a Jesus of Nazareth, assolutamente fantastica nel suo parodico sposalizio fra country e hard rock), il resto dei pezzi cade in un anonimato "degno" del più palloso Matt Redman. Tutto il contrario di quanto furono i Delirious? dei bei tempi, rimarchevoli per la loro originalità e capacità d'innovare (o rinnovare) il proprio sound.
Eppure, quasi a sorpresa, Martin Smith non si è dimenticato come si suona una chitarra elettrica. Per promuovere il suo tour dicembrino in Gran Bretagna, infatti, l'ex leader dei Delirious? ha lanciato un nuovo pezzo su YouTube dal titolo There's a river e meritevole di avere tutta la nostra attenzione: un gradito ritorno al rock puro e semplice, come sempre ci piacerebbe sentire!


domenica 29 dicembre 2013

2014 = 15th Mezzanniversary

Siamo agli sgoccioli: fra una manciata di ore, infatti, un altro anno verrà archiviato nelle nostre memorie personali e collettive. Se il 2013, per quanto riguarda questo sito, non ha offerto spunti particolari, il 2014 si preannuncia al contrario molto interessante, e ciò in virtù del fatto che il nuovo anno racchiuderà in sé una particolare ricorrenza: il quindicesimo anniversario di Mezzamorphis, secondo album dei Delirious? nonché punto più alto della band. Pubblicato nel 1999, con tale disco i Delirious? riuscirono a confermare in modo sorprendentemente fresco e innovativo lo slancio mediatico ottenuto due anni prima con King of Fools, a cui, nel 2012, abbiamo dedicato uno Speciale (proprio in occasione dei suoi quindici anni di vita). Vi sarà un altro Speciale nel 2014 per rispolverare Mezzamorphis e la sua storia? Speriamo e auspichiamo di sì, benché il tempo - soprattutto per queste cose - sfugga sempre di mano. Per ora, augurandovi ogni bene per l'anno venturo, vi salutiamo stuzzicandovi con la nostra recensione dell'album in questione e vi sollecitiamo a fare di tanto in tanto un salto sul nostro "Delirious? fan site" italiano per vedere se ci sono novità, e - perché no? - per ascoltare un po' di buon rock e brit-pop tratto dalla nostra raccolta audio e video.

venerdì 6 settembre 2013

Vellutate note di brit-pop

Stu-G, in procinto di pubblicare un nuovo EP solista (Of Burdens, Birds And Stars) dopo la sua prima esperienza del 1995 (Have you heard?), ci regala tramite il suo canale di YouTube una perla dei Delirious? : la cover acustica di Beautiful Sun, canzone del 1999 che in un recente post abbiamo definito "singolo mancato". Sempre da parte di Stu-G ci è pervenuto nel mese di luglio il seguente messaggio privato: "Thanks for your website, it looks great!". Ma grazie a te, caro. Siamo onorati di aver ricevuto una tua visita e un tuo apprezzamento!


sabato 11 maggio 2013

Le geniali intuizioni di Peter Furler

Con i Newsboys, gruppo di cui è stato frontman dal 1992 al 2009, Peter Furler si è distinto per creatività e incisività stilistica. Forte dell'appoggio di Phil Joel - bassista, chitarrista e seconda voce - , la band australiana ha sfornato autentici capolavori del rock cristiano contemporaneo. Cito, a titolo di esempio, gli album Devotion (2004) e Go (2006), due fra i migliori dischi che personalmente abbia mai sentito.
Dal 2009, Furler si è dedicato alla propria carriera solista, lasciando i Newsboys nelle mani del navigato Michael Tait, ex dc Talk che non ha mancato di ridare un certo slancio - soprattutto mediatico - al gruppo "aussie". Certo, i picchi massimi del rock di Shine (1994) o della disco-dance di Love liberty disco (1998) non verranno forse mai più raggiunti, ma il talento compositivo di Furler non conosce limiti. Tratte dal suo album solista On fire del 2011, ecco i tre brani a mio giudizio migliori: Faster and louder, Reach e Matter of faith. Dentro c'è di tutto: l'intuizione melodica (furba quando non geniale), il testo, l'orecchiabilità, le sonorità miste fra pop, rock e dance. Il bacino d'influenze è davvero vasto - si va da Annie Lennox a Mika, dagli U2 ai Coldplay - , ma Furler riesce a conciliare il tutto in un'espressione unica e inconfondibile, oramai suo marchio di fabbrica da oltre vent'anni nonostante le continue sterzate stilistiche fra un territorio musicale e l'altro.

sabato 4 maggio 2013

Sull'onda dell'indie rock

Di tutto si può dire dei primi Delirious?, tranne che non trasmettessero un'energia fuori dal comune. Ascoltate che roba. Canzone a suo modo sperimentale, quasi anarchica (musicalmente parlando). Composta da Stu-G e interpretata da una band in estasi, con un Martin scatenato, non padronissimo della sua voce, con un Jon su di giri col suo basso, e con uno Stew in versione "spacca tutto" - tanto per cambiare - alla batteria. Questo pezzo si chiama Come like you promise (la seconda parte, tutta strumentale, è una goduria ritmica) ed è tratto dal disco Live and in the can del 1996!

sabato 20 aprile 2013

There is an angel rivisitata

Nel suo quarto e ultimo EP solista, Martin Smith propone una sorprendente rivisitazione di una delle canzoni più introverse - e al tempo stesso belle - dei Delirious?. Trattasi di There is an angel, dedicata alla moglie Anna. Di séguito, il video (o meglio, l'audio) estratto da YouTube. Da notare che fra pochi giorni - il 22 aprile in Inghilterra, il 23 nel resto del mondo - verrà rilasciato il primo album solista di Martin Smith. Ulteriori informazioni sul suo sito ufficiale.


venerdì 18 gennaio 2013

Bye bye, delirious.co.uk

L'ultimo reperto archeologico dei Delirious? ha ufficialmente fatto la sua scomparsa. Da pochi giorni, infatti, l'ex dimora virtuale del gruppo, Delirious.co.uk, è stata trasformata in un "redirect" al sito ufficiale di Martin Smith, impegnato nella sua nuova carriera solista.
Scelta opportunistica? Senz'altro. I visitatori, da un lato, finiranno direttamente nella bocca del leone; e il webmaster Dave Wood, curatore del sito Delirious.org.uk oltre che delle pagine ufficiali di Martin, potrà assicurarsi tutto il flusso dei nostalgici.

giovedì 27 dicembre 2012

Le live tracks dimenticate

Le registrazioni dal vivo di un gruppo rock sono fonte di grande interesse per la ciurma di appassionati. Meglio ancora se queste registrazioni appartengono alla categoria dei rilasci non ufficiali, quelli che non sono alla portata di tutti.
Fra quest'ultimi, possiamo segnalare alcuni titoli dei Delirious? davvero poco noti: i contributi (dal vivo) apparsi sui CD dei festival estivi dell'opera caritatevole inglese Soul Survivor. Nel disco Soul Survivor Live 1996 (scheda CrossRhythms) troviamo per esempio una splendida versione di I'm not ashamed seguita a ruota da Oh lead me. Due titoli d'altri tempi, eppure, in quegli anni, attualissimi. Ritroviamo ancora il nome dei Delirious? nel disco live del 2005, dal titolo We must go (scheda CrossRhythms). In questo caso i contributi pubblicati sono God in heaven, pezzo rock tratto da World Service (2003), e Now is the time, canzone da traino dell'epoca di The Mission Bell (2005). Da notare che si tratta della versione demo, logicamente suonata dal vivo ma comunque diversa rispetto a quella che sarebbe poi apparsa sull'album.
Sempre stando nell'ambito dei festival targati Soul Survivor, è possibile trovare qua e là anche qualche forma di bootleg. È il caso dell'edizione 1999: i Delirious? suonarono un set acustico in cui figurò, fra l'altro, una bella versione di It's O.K. con uno "snippet" finale di I could sing of your love forever (ascolta su YouTube). Piccolezze che, se rimesse in luce, contribuiscono a ricomporre il "sacro" mosaico dei collezionisti.

giovedì 20 dicembre 2012

Stu-G fra The Edge, Charlie Burchill e Noel Gallagher


È luogo comune, e lo era soprattutto a metà anni '90, associare i Delirious? agli U2. Un marchio di fabbrica che il gruppo di Littlehampton, volente o nolente, si è portato appresso lungo tutto il suo percorso - pensionamento compreso.
Se nell'immaginario comune Martin è Bono, di stretta conseguenza, e non a caso, Stu-G è The Edge. Io, invece, tendo ad associare il nostro calvo scozzese a un altro scozzese, Charlie Burchill, chitarrista dei Simple Minds.

Perché Burchill e non The Edge? Partendo dal fatto che entrambi i chitarristi abbiano personificato il proprio sound incidendo notevolmente sulla musica del rispettivo gruppo, trovo che The Edge, vera e propria enciclopedia della sperimentazione sonora, si trovi diverse spanne sopra Burchill (e quindi anche Stu-G). Risulta difficile, restando in tempi recenti, cercare un confronto fra la limpida chitarra di Magnificent e quella torba di Moscow Underground, perché di confronto non ce n'è. Per non parlare, poi, del vistoso calo di Burchill quando si tratta di articolare assoli dal vivo.

Ora, tornando a Stu-G, possiamo notare che il suo stile, certo estroverso e propositivo nei primi anni, si sia spesso ripiegato su soluzioni di comodo. Tutt'al più sicure - anche se gli errori non se li è mai risparmiati - , ma poco propositive.
È sufficiente ascoltare la differenza dell'assolo di God's romance in un live del 2001 (YouTube link 1) e in un live del 2008 (YouTube link 2) per constatare quanto sia brillante il primo, degno della migliore "old school" del rock'n'roll, e quanto sia anonimo il secondo. La crescente indisponenza a livello di assoli viene confermata anche a livello di setlist, con la sistematica eliminazione di canzoni che richiedono un particolare sforzo in questo senso: la bella chitarra solista di Touch (YouTube link 3), per fare un esempio, negli ultimi anni non la si è più sentita. Sorte peggiore per Deeper (YouTube link 4), suonata negli ultimi due tour senza assolo! Unica eccezione riguarda i brani dal ritmo meno burrascoso, come l'immortale Investigate (YouTube link 5) o l'umile Take off my shoes (YouTube link 6).

Quanto allo stile, gli assoli di Stu-G mi fanno ricordare molto di più Burchill che The Edge. Si ascolti, per esempio, la lunga poesia in studio di Street fighting years (YouTube link 7) o la chitarra live di Sanctify yourself (YouTube link 8), entrambe dei Simple Minds. Non vi sembra che sia Stu-G a suonare? Per non parlare, poi, della somiglianza strutturale fra gli assoli della loro Stand by love (YouTube link 9) e della nostra Take me away (YouTube link 10), canzoni simili anche per scelte corali. Semplice caso, o ispirazione al gruppo scozzese?

Insomma, l'associazionismo "Delirious? - U2" è forse da rivedere, e non solo in chiave chitarristica, ma anche in quella vocale (Thom Yorke è presente quanto Bono in Martin Smith). Tra l'altro, qui abbiamo parlato di parti soliste, ma non dimentichiamo che la chitarra è anche accompagnamento ritmico; e in questo senso lo stile di Noel Gallagher è molto presente in Stu-G (e nei Delirious? in generale): basti pensare agli arrangiamenti chitarristici di Absolutely absolute (YouTube link 11), Give what you've got (YouTube link 12) e Grace like a river (YouTube link 13).

venerdì 14 dicembre 2012

Beautiful Sun, il singolo mancato

Beautiful sun è un brano dei Delirious? apparso sull'album Mezzamorphis (1999).
Come descrivere questo pezzo? Direi che "singolo mancato" sia l'espressione più appropriata. Singolo mancato perché una canzone del genere sarebbe calzata a pennello nella tarda epoca del brit-pop. Sarebbe stata la perfetta affermazione artistica del disco - e del gruppo - , con l'eco degli Oasis, dei Radiohead e degli U2 intrecciati a meraviglia in una composizione che risulta del tutto propria. Eppure si è preferito lasciare spazio a See the star e Gravity, i due pezzi più incolori dell'album...

giovedì 29 novembre 2012

Jesus blood / King or Cripple (Live)

Il tempo vola, ma la passione resta. Tre anni fa, i Delirious? diedero il loro addio ufficiale esibendosi in un ultimo "gig" londinese. Dal Farewell Show, ecco una grande interpretazione di due fra i più bei pezzi della storia di questa band, spesso offuscati nel tempo, ma infine riscoperti e inseriti - con nuova freschezza - in una sola sequenza. Un motivo che parte dal rock introversamente spirituale di Jesus blood per poi sfociare, con violenta dolcezza, nella magniloquente King or Cripple. Un ballatone dai toni corposi, caldi, fruttati. Come un avvolgente calice di Amarone.


mercoledì 31 ottobre 2012

Delirious? single CD competition

I nostri amici latino-americani di D3Podcast lanciano un concorso a premi per commemorare i quattro anni di vita del loro sito. In palio vi è un singolo originale dei Delirious?, che potrà essere Deeper (1997), See the star (1999), It's OK (2000) o Waiting for the summer (2001).
La partecipazione al concorso è del tutto gratuita. È sufficiente dare il proprio apprezzamento o inserire un commento in questo post di Facebook entro il 10 novembre 2012. L'estrazione a sorte farà giusto il resto. Buona fortuna!

Ulteriori informazioni su www.d3podcast.com e www.facebook.com/d3podcast.

giovedì 18 ottobre 2012

Martin, il nuovo Michael W. Smith?


L'ex frontman dei Delirious?, Martin smith, nell'ultimo anno si è definitivamente consacrato alla sua nuova carriera solista: un percorso condito, per ora, dalla pubblicazione di tre EP - il quarto è in fase di registrazione - dal titolo God's great dance floor e da un importante numero di esibizioni dal vivo in collaborazione soprattutto con Jesus Culture, organizzazione che si è presa carico della pubblicazione del suo primo concerto, Live from New York, che verrà rilasciato il prossimo mese.

L'impressione è che, finita l'epoca dei grandi palcoscenici - anche secolari - dei Delirious?, Martin Smith si stia immedesimando sempre di più nel suo nuovo ruolo di "worship leader" dal carisma internazionale.

La ricerca del sound alternativo è ridotta ai minimi termini. Si opta per una maggiore apertura ai moderni canoni del pop, largamente dettati dalle tendenze dei Coldplay. Si vuole la magnificenza del worship contemporaneo, con l'esempio di Michael W. Smith in prima linea. Ed è proprio sul profilo di quest'ultimo che la sterzata di Martin pare consumarsi: l'evoluzione della sua musica, la maggiore presenza e personalità al pianoforte, ma anche il modo di presentare il proprio look, lasciano davvero pochi dubbi al riguardo. Martin Smith si sta facendo interprete, portavoce e successore del movimento lanciato anni or sono da Michael W. Smith. Che i due artisti portino lo stesso cognome, è certamente un caso. Che l'ex Delirious? stia invece ricalcando le orme del suo più anziano collega, sicuramente no. A conferma di un feeling, d'altronde reciproco, iniziato diversi anni fa.

Ecco un video che ritrae il grande Michael W. Smith interpretare I could sing of your love forever dei Delirious? in una serata di gala alla Casa Bianca in presenza del presidente degli Stati Uniti d'America (2001). Ed ecco una delle migliori canzoni della nuova avventura solista del nostro Martin, a conferma di un fuoco sempre ardente: Fire never sleeps (2012).

Di séguito, un paio di scatti fotografici risalenti alla scorsa primavera.

Michael W. Smith & Martin Smith (2012)


Michael W. Smith & Bono Vox (2012)

sabato 13 ottobre 2012

La potenza di una chitarra elettrica

Vi è mai capitato di ascoltare una canzone e di restare colpiti dal particolare suono di uno strumento? A volte non è una cosa immediata. Non è questione di primo impatto. Ci vuole un po' di tempo, un po' di conoscenza del brano. È un po' come guardare i film di Bud Spencer & Terence Hill. Sono forti, non stancano mai, ma certi dettagli - l'ironia di certe situazioni o di certe battute - si colgono meglio più tardi. Non alla prima visione, insomma.

In àmbito Delirious? una cosa simile mi è capitata con l'ascolto live di Now is the time. Premetto che ho avuto la possibilità di assaporare questo brano dal vivo nell'oramai lontano 2006. E, si sa, dal vivo le cose assumono tutt'altro spessore.

La cosa più bella di questo pezzo - un inno, musicalmente parlando, agli U2 - è la chitarra elettrica di Stu-G. Fa di tutto, esprimendosi al massimo della sua varietà. Vi propongo una versione live del 2008, senza aggiungere altro. Ascoltate le parti di chitarra. È sempre e solo lui: Stu-G. O meglio: lei, la chitarra.

Rozza, corposa. Rock.


domenica 7 ottobre 2012

Annuncio importante in arrivo?

"There's an important announcement coming soon... stay tuned!" è la frase che, oramai da alcuni giorni, sta tenendo col fiato sospeso i fans dei Delirious?. Ad averla pubblicata è niente di meno che l'ex frontman Martin Smith, e lo ha fatto dal profilo della band su Facebook (che comunque, è bene dirlo, ha sempre gestito in prima persona anche per i suoi lavori solisti).

L'importante annuncio sarà quello di una "reunion"? Per ora, non è dato a saperlo. Decine di utenti lo hanno auspicato lasciando il proprio commento su Facebook, anche se una simile decisione, a dire la verità, pare inverosimile. Altre possibilità potrebbero essere le seguenti, come suggerito da alcuni fans a cui non manca un certo senso dell'umorismo: che Anna Smith, moglie di Martin, voglia un settimo figlio e l'ex cantante dei Delirious? abbia deciso di darsi alla vasectomia inversa? Oppure potrebbe trattarsi dell'apertura di una catena di ristoranti gestita da Martin. Dal nome Delicious?, ovviamente...

Staremo a vedere. Probabilmente sarà un annuncio di poco conto (è sempre così in questi casi!), ma il brivido lungo la schiena, stavolta, c'è stato.

giovedì 27 settembre 2012

martedì 18 settembre 2012

Dal palco allo stereo. Intervista 2002

È bello, dopo dieci anni, tornare a spolverare qualche chiacchierata fatta con i componenti dei Delirious? e constatare che quanto detto - o progettato - è stato effettivamente mantenuto negli anni a seguire. Esempi? There is an angel, esclusa dall’album Touch, è stata riperscata per il “greatest hits” pubblicato nel 2009. Rain Down, niente di più di un motivetto regolarmente “accennato” nei concerti, è diventata una delle canzoni-simbolo della band. Per capire di cosa stiamo parlando, vi lasciamo alla lettura di questa bella intervista targata 2002. 

Siamo in compagnia del frontman dei Delirious?, che ci parlerà dell’ultima pubblicazione della band: il doppio CD live Access:d. Com’è nato questo disco? 

M. Smith: Siamo molto fieri di questa registrazione dal vivo. Tutto è nato da una conversazione che ho avuto con Matt Redman. La scorsa primavera era in tour in America e mi ha detto che secondo lui dovremmo registrare delle canzoni dal vivo per mostrare alla gente che i nostri pezzi non sono soltanto una cosa rock, ma potrebbero anche essere suonati in chiesa. Abbiamo quindi cominciato a registrare otto dei nostri concerti in America, poi abbiamo inciso anche a Londra e in Sud Africa. In studio ci siamo addirittura sorpresi di quanto materiale avessimo fra le mani. Ne siamo davvero felici. 

Access:d è stato pubblicato con un imballaggio speciale, nel pieno stile dei Delirious?. Cosa ne pensi del risultato? 

M. Smith: È forte, no? Secondo me è davvero bello. Siamo sempre pronti ad apportare modifiche al nostro stile, tanto per la musica quanto per le confezioni. Talvolta ci lavoriamo fino all’ultimo momento. Alla fine vuoi solo che il risultato sia ottimo. Sì, credo sia ben fatto: doppio CD, involucro in latta, adoro anche le foto. 

Con quali criteri sono state scelte le venti tracce incluse nel doppio CD? E, fra queste, qual è la tua preferita?

M. Smith: È un lavoro difficile scegliere, lo so. Secondo te abbiamo scelto bene? Comunque è sempre un grande investigare. Ma posso dire che le canzoni di chiusura dei due CD (History Maker e Investigate, n.d.r.) suonano straordinariamente bene. Inoltre mi piacciono molto le parti di worship spontaneo. Ma in fin dei conti, non saprei di preciso cosa scegliere. Oggi l’ho ascoltato troppe volte. Mi piace un sacco.

Passiamo allora ai lati negativi: quali problemi avete avuto nella registrazione? Ci sono stati degli intoppi?

M. Smith: Certo. Mi ricordo per esempio una versione di My Glorious in cui abbiamo avuto problemi di ritorno del suono, ed è stato come se cantassi in un’altra tonalità. Quella registrazione oggi è naturalmente morta e sepolta.

Con il recente disco-raccolta Deeper, avete proposto nuove versioni dei vecchi classici della band. Queste nuove versioni vengono suonate dal vivo anche in Access:d. Risuonerete mai gli arrangiamenti di prima?

M. Smith: Non direi. Sembrano passati tanti anni. Non si sa mai, forse potremmo tirare fuori qualcosa che in futuro diverrà una nostra canzone, ma in questo momento siamo intenti a comporre al meglio i nostri brani di modo che si possa veramente andare avanti.

Cosa ne pensi del fatto che i media secolari britannici spesso e volentieri vi respingano, eppure in un modo o nell’altro riusciate ancora a figurare nelle classifiche di vendita?

M. Smith: Beh, è una vita appassionante, no? Giusto il fatto di sapere che la nostra musica sia nelle librerie cristiane o che ci sia della gente che l’apprezzi per noi è sufficiente. Ma normalmente tendo a pensare al futuro. Penso sempre che siamo sul punto di poter sfondare e che per farlo abbiamo bisogno di buone canzoni. È come un grande viaggio, no?

E a che punto vi trovate, in quanto band, in questo viaggio?

M. Smith: Attualmente siamo arrivati al punto in cui ci piace più che mai suonare assieme e fare le cose che facciamo. Abbiamo il fuoco dentro. Ci piace suonare davanti a un pubblico di credenti fra le mura di una chiesa esattamente come ci piace andare in tour con Bon Jovi e Bryan Adams e fare loro da gruppo-spalla. Siamo una sorta di strano mix. Credo che il nostro prossimo album rifletterà tutto questo. 



Parliamo ora delle vostre ultime pubblicazioni. Quest’anno – 2002 – avete rilasciato ben tre lavori: Touch (disco-clone di Audio Lessonover?), Libertad (versione spagnola di Cutting Edge) e Access:d (doppio CD live). Tre album in pochi mesi. Un calendario di diffusione un po’ bizzarro, non trovi?

M. Smith: Non direi, perché ognuno di questi dischi è indirizzato a un mercato diverso. Touch è destinato unicamente al pubblico nord-americano
(che non ha avuto accesso ad Audio Lessonover?, n.d.r.), perciò non ha niente a che vedere con l’Inghilterra. Tra l’altro sono molto contento di questo album. Il disco in spagnolo è logicamente per un mercato che non è quello del nostro paese. E il live, inizialmente concepito per l’Inghilterra, potrebbe avere una buona diffusione anche altrove. Staremo a vedere! 

Audio Lessonover?, rilasciato lo scorso anno, è di fatto il vostro ultimo album di inediti. Quest’anno avete pubblicato Touch, che è una rielaborazione di Audio Lessonover?. Fra le modifiche attuate, tre canzoni sono state modificate: Waiting for the summer, Love in the compass e la vecchia Touch (b-side del 1997). Perché? 

M. Smith: Waiting for the summer è un remix completo. La prima versione non ci piaceva. Love is the compass invece è la versione demo. L’ho sempre preferita rispetto alla versione che compare in Audio Lessonover?. Il fatto è che avevamo un produttore molto forte (Chuck Zwicky, uno che ha lavorato con Madonna, Prince e Semisonic, n.d.r.) e ha insistito che la mettessimo in quel modo. E infine Touch penso che sia una grande canzone: aveva proprio bisogno di essere rispolverata. Sono entusiasta per come è uscita!

Uno dei migliori brani di Audio Lessonover? e Touch è l’intima ballata Angel in disguise. Questa canzone parla di un avvenimento o un personaggio che ha avuto un particolare impatto su di voi?

M. Smith: Sì, è una storia attuale. Un po' di tempo fa abbiamo conosciuto un amico che ha cominciato a frequentare la chiesa e si è convertito. Questa canzone parla in effetti della sua vita che prima del contatto con Dio era molto fragile, e di come ha potuto conoscere il suo angelo in incognito. È una bella canzone, molto delicata e resa particolare dalla parte centrale, un po’ funky, suonata con l'oboe.

Alcune canzoni presenti in Audio Lessonover? sono state escluse da Touch, fra cui una che in molti consideravano la migliore: There is an angel.

M. Smith: Abbiamo fatto una sorta di votazione su queste cose per rendere l’album più conciso. Ciò vuol dire inevitabilmente perdere qualche brano. Ma può darsi che la canzone in questione verrà ripresa altrove. Comunque mi piace molto There is an angel.

Oltre ai CD, avete in programma di pubblicare anche dei DVD?


M. Smith:
Per ora non abbiamo niente di pianificato poiché la cosa, allo stato attuale, è molto costosa, e non siamo molto sicuri che questo sia il momento opportuno per farla. Dobbiamo giusto attendere un po’ e vedere come vanno le cose.


Terminiamo la riesumazione dell'intervista con il videoclip di Take me away, singolone del "doppio album" Audio Lessonover? e Touch nonché grande protagonista musicale dei Delirious? degli anni 2001-2002.


Fonte intervista: Pure Christian Music, 2002.